La sensazione
Il déjà vu, dal francese «già visto», è la sensazione che un momento nuovo sia già stato vissuto, accompagnata dalla certezza che non sia vero. È questa combinazione a renderlo strano: la familiarità compare, ma si sa che non ha fondamento.
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Chi lo prova e quando
La rassegna più citata sul tema, pubblicata nel 2003 dallo psicologo Alan S. Brown su Psychological Bulletin, ha riunito più di un secolo di ricerche. I risultati principali:
- circa il 60% delle persone dice di aver già provato un déjà vu, e altre stime della stessa rassegna arrivano ai due terzi;
- la frequenza diminuisce con l'età;
- compare più spesso in associazione a stress e stanchezza;
- è riferito più spesso da persone con livello di istruzione e socioeconomico più alto;
- i luoghi e le scene sono l'innesco più comune.
Fonte: Brown, A review of the déjà vu experience, Psychological Bulletin, 2003.
Le quattro famiglie di spiegazioni
Nella stessa rassegna, Brown ha organizzato le spiegazioni scientifiche in quattro gruppi:
- Doppia elaborazione. Due processi mentali che di solito vanno insieme, come percepire e riconoscere, si sfasano per un istante.
- Neurologica. Un breve difetto di trasmissione fra neuroni o una piccola scarica elettrica nel cervello.
- Memoria. Qualcosa della scena è davvero familiare, ma non si ricorda da dove, e la familiarità si diffonde a tutto il momento.
- Attenzione. Si percepisce la scena con una rapida occhiata, senza farci caso, e poi la si percepisce di nuovo con attenzione. La seconda percezione sembra una ripetizione.
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L'esperimento della scena simile
La psicologa Anne Cleary, della Colorado State University, ha testato in laboratorio la spiegazione basata sulla memoria. L'idea, nota come ipotesi della familiarità di configurazione, è che un luogo nuovo possa avere la stessa disposizione di un luogo dimenticato: mobili, porte e oggetti sistemati allo stesso modo. Il cervello riconosce la disposizione ma non riesce a recuperare il ricordo, da cui la sensazione di esserci già stati.
In un altro lavoro, Cleary e Alexander Claxton hanno studiato l'impressione, comune nel déjà vu, di sapere cosa succederà dopo. I partecipanti riferivano questa sensazione, ma non era accompagnata da un reale successo nelle previsioni. Gli autori hanno chiamato il fenomeno illusione di previsione.
Fonti: Cleary, Recognition memory, familiarity, and déjà vu experiences, 2008; Cleary e Claxton, Déjà vu: an illusion of prediction, Psychological Science, 2018.
Semplice curiosità o motivo per consultare un medico
Nella grande maggioranza delle persone il déjà vu è passeggero, dura pochi secondi e non indica alcun problema. La letteratura medica nota però che esperienze di déjà vu possono comparire come segno in alcune forme di epilessia del lobo temporale.
Ciò che distingue i casi è spesso il contesto: episodi molto frequenti, più lunghi del solito o accompagnati da altri sintomi, come una strana sensazione allo stomaco, un'alterazione della coscienza o movimenti ripetitivi, meritano un parere medico. Questo testo è informativo e non sostituisce una visita.
Fonte: Illman e colleghi, Déjà experiences in temporal lobe epilepsy, Epilepsy Research and Treatment, 2012.
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Fonti
- Brown AS. A review of the déjà vu experience. Psychological Bulletin, 2003. https://doi.org/10.1037/0033-2909.129.3.394
- Cleary AM. Recognition memory, familiarity, and déjà vu experiences. Current Directions in Psychological Science, 2008. https://doi.org/10.1111/j.1467-8721.2008.00605.x
- Cleary AM, Claxton AB. Déjà vu: an illusion of prediction. Psychological Science, 2018. https://doi.org/10.1177/0956797617743018
- Illman NA et al. Déjà experiences in temporal lobe epilepsy. Epilepsy Research and Treatment, 2012. https://doi.org/10.1155/2012/539567
Domande frequenti
Il déjà vu è comune?
Sì. La rassegna di Alan Brown stima che circa il 60% fino a due terzi delle persone abbia già vissuto l'esperienza.
Il déjà vu prevede il futuro?
No. Uno studio di Cleary e Claxton ha mostrato che la sensazione di sapere cosa accadrà non è accompagnata da un reale successo nelle previsioni.
Quando consultare un medico?
Quando gli episodi sono molto frequenti, lunghi o accompagnati da altri sintomi, come un'alterazione della coscienza o movimenti ripetitivi.