Tutti sognano
Anche chi dice di non sognare mai sogna di solito più volte a notte. La differenza sta nel ricordare. Per molto tempo si è pensato che i sogni avvenissero solo nel sonno REM, la fase in cui gli occhi si muovono veloci sotto le palpebre. Oggi si sa che si sogna anche in altre fasi, anche se i sogni del sonno REM sono di solito più lunghi e vividi.
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Dove sogna il cervello
Ricercatori di università svizzere e statunitensi hanno svegliato dei volontari più volte durante la notte chiedendo se stessero sognando, registrando intanto l'attività cerebrale con un elettroencefalogramma ad alta densità. Hanno individuato un'area nella parte posteriore del cervello, da loro chiamata zona calda posteriore, la cui attività indicava se la persona stava sognando, sia nel sonno REM sia fuori. Lo schema era così chiaro che i ricercatori riuscivano a prevedere, dal solo segnale, se il volontario avrebbe riferito un sogno.
Fonte: Siclari e colleghi, The neural correlates of dreaming, Nature Neuroscience, 2017.
Sognare aiuta a imparare?
In un esperimento pubblicato su Current Biology, dei volontari si sono allenati a un gioco di labirinto in realtà virtuale e poi hanno fatto un sonnellino. Chi ha riferito di aver sognato il compito ha rifatto il labirinto molto meglio di chi non lo aveva sognato. Per gli autori il sogno può essere il segno che il cervello sta rielaborando e rafforzando ciò che ha appena imparato.
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Perché dimentichiamo i sogni
Al risveglio il sogno svanisce in fretta se non viene annotato. Chi vuole ricordare di più può lasciare un foglio accanto al letto e scrivere tutto nei primi minuti, prima di prendere il telefono. Svegliarsi di colpo, nel mezzo di un sogno, aumenta anche le probabilità di ricordarlo.
I sogni hanno un significato?
Non c'è alcuna base scientifica per i dizionari dei sogni che promettono di prevedere il futuro. Ciò che gli studi mostrano è che i sogni mescolano ricordi recenti, emozioni e preoccupazioni. Incubi frequenti che disturbano il sonno meritano un confronto con un professionista della salute.
Psicoanalisi, simboli e fede: un altro sguardo
Per Freud. Si sogna, diceva Freud, per realizzare desideri: il sogno sarebbe l'appagamento camuffato di un desiderio represso o rimosso. La lingua stessa, notava, tratta già il sogno così: davanti a una gioia inattesa si dice che non lo si sarebbe immaginato nemmeno nei sogni più fantastici. Per lui il sogno custodiva anche il sonno.
Per Jung. Jung non era d'accordo. L'idea del sogno come custode del sonno lo lasciava scettico, perché, scriveva, i sogni disturbano sempre il sonno. Non vedeva nemmeno un camuffamento nelle immagini: «Come una pianta produce i suoi fiori, così la psiche crea i suoi simboli». Per lui la funzione generale dei sogni è cercare di ristabilire il nostro equilibrio psicologico, compensando ciò che la vita da svegli esagera o dimentica.
Nei simboli e nella fede. Nell'antico Egitto, ricordano Chevalier e Gheerbrant nel Dizionario dei simboli, un libro di saggezza diceva che il dio creò i sogni per indicare la via agli uomini quando non possono vedere il futuro. Nella Bibbia, Giobbe 33,14-16 dice che Dio parla «per mezzo di un sogno, di una visione notturna, quando un sonno profondo cade sugli uomini».
Mettere insieme i due sguardi. Presso un popolo dell'Africa occidentale Jung sentì dire che i sogni della gente comune non significano nulla; contavano solo quelli dei capi e dei guaritori. Per lui era lo stesso atteggiamento di chi oggi ritiene privi di senso i propri sogni solo perché non li capisce. La scienza spiega come il cervello costruisce il sogno con ricordi ed emozioni; la teoria e la fede chiedono che cosa voglia dire. L'una non annulla l'altra, come mostra la guida al significato dei sogni.
Fonti: Freud, Die Traumdeutung, 1900; Jung (a cura di), Man and His Symbols; Chevalier e Gheerbrant, Dizionario dei simboli.
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Fonti
- Siclari F et al. The neural correlates of dreaming. Nature Neuroscience, 2017. https://doi.org/10.1038/nn.4545
- Wamsley EJ et al. Dreaming of a Learning Task Is Associated with Enhanced Sleep-Dependent Memory Consolidation. Current Biology, 2010. https://doi.org/10.1016/j.cub.2010.03.027
- Freud S. Die Traumdeutung (L'interpretazione dei sogni), 1900. Progetto Gutenberg (testo originale tedesco). https://www.gutenberg.org/ebooks/66048
- Jung CG (a cura di). Man and His Symbols, 1964 (L'uomo e i suoi simboli).
- Chevalier J, Gheerbrant A. Dictionnaire des symboles (Dizionario dei simboli).
Domande frequenti
Tutti sognano?
Praticamente sì. Chi dice di non sognare di solito non ricorda i sogni al risveglio.
Si sogna solo nel sonno REM?
No. Gli studi mostrano che si sogna anche in altre fasi del sonno, anche se i sogni del sonno REM sono di solito più vividi.
Sognare aiuta la memoria?
Uno studio ha mostrato che chi ha sognato un compito appena imparato è andato meglio dopo, il che suggerisce un legame con il consolidamento della memoria.
Come ricordare i sogni?
Annota tutto subito al risveglio, prima di prendere il telefono. Un quaderno accanto al letto aiuta.
Perché sogniamo, secondo Freud e Jung?
Per Freud il sogno realizza in forma camuffata un desiderio represso e protegge il sonno. Per Jung cerca di ristabilire l'equilibrio psicologico, compensando ciò che la vita da svegli esagera o dimentica. Sono teorie influenti, non fatti provati; la ricerca attuale mostra che i sogni mescolano ricordi recenti, emozioni e preoccupazioni.